Discorso tenuto dal Murialdo nel giorno di Pasqua nel quale invita alla gioia e alla speranza.
“In questo sacro giorno di Pasqua tutto si trasforma e si converte in santa gioia ed esultanza. È risorto il Salvatore! Non giace più in potere della morte l’Autore della vita che volle essere sottomesso alla morte per distruggere la morte. Dunque, giustamente, la Chiesa gioisce per la Risurrezione di Gesù Cristo e anche noi, suoi figli, dobbiamo rallegrarci. La risurrezione di Cristo risveglia in noi le più soavi ispirazioni della speranza cristiana, di quella speranza che, come infonde forza nei combattimenti della vita, così offre consolazione nei mali da cui siamo circondati ed oppressi. Se noi avremo lo Spirito di Cristo, dice San Paolo, colui che fece risorgere Cristo da morte vivificherà anche i nostri corpi mortali. Noi sappiamo, dice ancora l’Apostolo, che un giorno saremo simili a lui e che seguiremo il suo glorioso destino. Gesù, membro dell’umana famiglia, non è risorto se non per essere la caparra e il pegno della risurrezione di tutti gli altri membri che ad essa appartengono, e quindi noi tutti risorgeremo. Quale consolazione non infonde in un cuore cristiano una tale speranza? Questa speranza forma tutta la gioia di un cristiano: giustamente esultiamo oggi che la speranza rinasce più viva, vedendo risorgere Cristo a caparra della nostra risurrezione.” (Scritti, VIII, pp. 294-297)
A cura di p.Giuseppe Fossati
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