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"Grandangolo" - Un granello di polvere

 

Nel rito del mercoledì delle Ceneri il segno della penitenza trova un’immagine concreta e ben visibile. È quella che induce a riflettere sul senso più profondo della vita. Ma il passaggio attraverso la “polvere della terra” può avere un significato non solo religioso ma anche laico: la precarietà è un dato del nostro tempo e offre sempre nuovi strumenti per leggere la realtà.

Questa sensazione sorge anche nell’osservare come gli organi di informazione analizzano l’azione della Chiesa. Senza voler nascondere colpe ed errori lo “scandalismo” sembra talvolta prendere il sopravvento sulla realtà dei fatti. Pare esserci un difetto di “alfabetizzazione” dei fatti che riguardano la religione. In parte frutto di un’ignoranza dilagante che si è sovrapposta su un terreno un tempo largamente cristiano. E in parte segnato, talvolta, da malafede o anche solo da superficialità.

È vero però che non ci mancano gli strumenti di lettura della realtà: ci sono giornali e riviste che affrontano con serietà argomenti delicati e complessi (e non possono essere messi in plateale discussione da affermazioni fatte su un palco del festival di Sanremo). Ma forse non sono sufficienti. L’appiattimento della visione dei fatti ci sprona ad essere più attenti, a chiederci una testimonianza attiva, a spingerci a spendere una parola (anche in pubblico) per confutare una falsità o una denigrazione . E questo non è tanto un compito “da preti” ma di tutti coloro che cercano la verità delle cose.

In un antico racconto orientale Dio dice agli uomini: “A ogni cattiveria che commetterete io lascerò cadere un granello di sabbia in questa immensa oasi del mondo”. Ma nessuno lo ascolta, perché che cosa è mai una cattiva azione, una maldicenza, un granello di sabbia? Così il mondo piano piano diventa un deserto. È una parabola adatta ai nostri giorni, dove sarebbe importante capire che non è l’eroismo l’atto che salva il mondo, anzi. Sono le piccole cose, costanti. Per questo è necessario fermarsi ogni tanto a pensare. Dicendo con calma e serietà la nostra opinione.

Giuseppe Novero




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