Cara Vita Giuseppina,
nell'ultimo numero della rivista, ho letto i Giubilei 2012 e son stato molto contento perché in essi ho notato molti "volti noti" Sono un ex allievo del Patronato Leone XIII di Vicenza, in cui ho messo piede nel lontano 1947 per frequentare la prima elementare. Ho conosciuto molto bene p. Martelletto Ignazio (fratello del mitico Pippo, presidente dell'A.C. vicentina), p. Delio Fossà, p. Sasso Attilio ed p. Allegro Nereo. Un particolare ricordo di p. Toso Antonio, che incontrai nel periodo del militare a Roma. La mia caserma era vicina alla parrocchia dell'Immacolata, che frequentavo con assiduità domenicale, e che ho trovato molti amici.
I Padri Giuseppini mi sono rimasti nel cuore, perché mi hanno plasmato come cristiano e come uomo. Ricordo con simpatia tutti i Padri che ho incontrato. Spero che l'opera di San Leonardo continui a seminare per una maggiore crescita della Congregazione. Un cordiale saluto.
Francesco Marangoni
Poco dopo la notizia della morte
di p. Tonino Lorenzo Borri
abbiamo ricevuto in Redazione questa lettera
che siamo lieti di pubblicare.
Caro Padre Renzo,
permettimi di darti del tu, lo faccio per sentirmi ancora più vicino a te, che conobbi più di quarant’anni fa, allora studente, tu fosti l’insegnante di religione, quando frequentavo la scuola media, e chissà quanti ne hai visto e conosciuto di ragazzi, tra i banchi di scuola.
Ma già da quegli anni, tu eri un “professore” di religione che sapeva catturare il cuore e l’attenzione di chi ascoltava la tua lezione, una lezione che parlava di tutto, ma che ci trasmetteva i veri valori della vita, quelli che oggi sembrano finiti in qualche cassetto della memoria. Il tuo parlare era semplice e chiaro, potrei aggiungere trasparente come tutta la tua esistenza, sempre al servizio del prossimo, proprio come Gesù, rendendoti ogni volta disponibile senza mai chiedere niente, ma pronto a dare sempre tutto.
Vedi, e lo so che mi vedi, caro p. Renzo, con gli anni, mi sei stato sempre vicino, aiutandomi nel difficile cammino della vita, sia nello studio che nella stesa vita di tutti i giorni, riempiendomi di consigli e di suggerimenti che avevano come fondamenta e modello Gesù.
Come dimenticare la tua preziosa collaborazione ad un mensile al quale accettasti di collaborare, seppur con un pseudonimo, perché non ti sentivi un vero giornalista come tutti gli altri, ma invece il tuo modo di scrivere e di raccontare attirava i lettori, che apprezzavano i tuoi “pezzi”, tutti interessanti ed attuali, che tu condivi e arricchivi con dei “fattarelli”, proprio come facevi quando dopo aver letto il Vangelo, ti avvicinavi al microfono e rivolgevi la tua omelia a quanti assistevano alla S.Messa.
Sono tanti i ricordi che mi legano a te, caro p. Renzo e lo so, adesso starai nel cielo a guardare questa terra di Roma, che tanto ti ha voluto bene sin da quando celebravi la Messa nella devota cappella in via Corrado Segre, o quando ormai avanti con gli anni dimoravi all’Oratorio San Paolo.
E adesso cosa dire? Potrà bastare un grazie, per tutto quello che mi hai insegnato? Forse è niente… ma di sicuro ti ricorderò sempre!
Gualtiero Sabatini,
un tuo vecchio alunno
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