Ho cominciato l’anno 2012 in un modo davvero speciale.
Proprio il 1° gennaio sono partito per l’India e la prima tappa del mio viaggio non è stata una delle nostre comunità - che ho visitato poi - ma una meta che sognavo da molto tempo e alla quale mi aveva spesso portato il pensiero e l’immaginazione: Calcutta.
Calcutta è una città incredibile, dove il contrasto fra i palazzi solenni dell’epoca della presenza inglese e i cartoni delle baracche o i mucchi dei rifiuti anche in pieno centro è violento e stridente; e forse in pochi posti del mondo, come in questa città, ci si fa un’idea della complessità di un mondo che va avanti in un presunto ed inarrestabile progresso, lasciandosi dietro, come relitti, milioni di persone.
Calcutta è la città di Madre Teresa: la Beata Madre Teresa di Calcutta. Visse qui e dedicò la sua vita alla povera gente dal 1950 al 1997.
Il fascino della sua figura e della sua storia mi hanno portato a Calcutta.
Sono andato a visitare la casa delle Suore della Carità di Madre Teresa e a pregare sulla sua tomba. Sono rimasto impressionato dall’estrema semplicità di questa tomba, posta in una grande stanza della casa delle suore, divenuta un luogo di culto, ma senza nessun devozionalismo; si fatica quasi a trovare un’immaginetta, non c’è neppure una cassetta dove porre un’offerta: bisogna chiedere dov’è.
Le suore continuano la loro vita di lavoro, di preghiera nella casa… aperta, dove la gente entra, resta in silenzio e prega. Tutto nell’estrema semplicità. Sulla tomba un lume e una scritta fatta con i fiori, con un pensiero della madre.
Quel giorno il pensiero era semplicissimo, quasi per bambini - ho pensato -, ma… “se non diventerete come bambini…” . Il pensiero era: “Non dire mai bugie”.
Poi, uscendo, ho visto una scritta con un pensiero di Madre Teresa, che è stato per me come una folgorazione: “Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare, trova un minuto per ridere”.
Cose semplicissime, dentro i nostri percorsi di vita, che ci paiono a volte così complicati.
Un minuto per pensare: per dare ad ogni giornata un senso, oltre la superficialità e l’apparenza.
Un minuto per pregare: per liberarsi da ogni presunzione, da ogni volontà di potenza, riconoscere la propria fragilità e abbandonarsi all’Amore.
Un minuto per ridere: per avere il senso del limite e onorarlo con umorismo e allegria.
Forse la felicità è alla portata di tutti noi. Ogni giorno.
d. Mario Aldegani
padre generale
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