Contribuire allo sviluppo socio-economico della Sierra Leone e fornire alla Scuola Secondaria e all’Istituto di Formazione Professionale di Lunsar le attrezzature, e le competenze, per una formazione professionale adeguata al mercato del lavoro locale. Questi gli obiettivi del progetto che l’ENGIM internazionale sta concludendo nel Paese africano.
Avviato nel marzo 2008, e finanziato dalla Regione Sicilia, il progetto “Potenziamento del sistema di istruzione e formazione professionale alla Murialdo Secondary School e al Vocational Center di Lunsar in Sierra Leone” è il naturale proseguimento di un altro progetto finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, incentrato sempre sul potenziamento delle capacità didattico-pedagogiche dei due centri.
Le agenzie delle Nazioni Unite, nel valutare la crisi di Sierra Leone, pongono, infatti, l’educazione fra i bisogni prioritari del Paese, e gli ultimi rapporti OCHA (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari) considerano il ripristino delle strutture educative come uno degli interventi più urgenti e necessari per avviarne lo sviluppo.
Il progetto dell’ENGIM internazionale si prefigge, in particolare, di potenziare l’Information Technology, aggiornando il personale docente, fornendo agli allievi gli adeguati strumenti didattici, equipaggiando con adeguate attrezzature i due laboratori informatici, istituendo un nuovo corso professionale in Information Technology. 40 le postazioni di lavoro (dotate di computer ed ogni tipo di accessorio) a disposizione degli studenti, e 2 quelle per i docenti, complete di un collegamento internet satellitare, che permetterà, alle due scuole, di autofinanziarsi una volta terminato il progetto.
I beneficiari di questo intervento saranno, in primo luogo, i 60 docenti degli istituti scolastici di Lunsar, che potranno approfondire la loro preparazione pedagogico-didattica attraverso adeguati corsi di aggiornamento. In secondo luogo i 1400 alunni dei due centri, che avranno la possibilità di migliorare il livello della propria formazione con gli strumenti innovativi messi a disposizione dal progetto. Ed, infine, gli ex allievi delle scuole professionali, che avranno l’opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro mettendo a frutto le competenze tecniche acquisite dopo il percorso formativo.
Il progetto sarà un utile strumento anche per contrastare il “Digital Divide”, il divario digitale esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (internet, personal computer) e chi no. L’accesso e l’utilizzo di esse, rappresenta, infatti, un prerequisito per lo sviluppo economico e sociale e la modernizzazione dei sistemi di produzione. Per i Paesi che non sono in grado di adattarsi al nuovo sistema tecnologico, i ritardi, non solo informatici, divengono sempre più incolmabili e la povertà destinata ad aumentare.
Già oggi, secondo gli indicatori forniti dagli organismi internazionali, la Sierra Leone occupa l’ultimo posto al mondo come indice di sviluppo umano; l’aspettativa di vita media è di appena 34 anni; il reddito pro capite non supera i 150 dollari l’anno; il 64% della popolazione è analfabeta; e, nonostante, i progressi degli ultimi anni, il Paese si conferma al primo posto per tassi di mortalità infantile, con 284 bambini, ogni 1000 nati vivi, che non raggiungono il quinto anno di vita.