Dopo la mia esperienza internazionale a Roma per il noviziato, sono tornato in India con il pieno di entusiasmo e di emozione, perchè questo è il momento di mettere in pratica ciò che ho maturato durante il mio soggiorno in Italia. Ringrazio Dio per questa grande opportunità.
I Giuseppini sono arrivati in India 10 anni fa. Abbiamo due case di formazione e una casa apostolica (speriamo di aprire un’altra casa apostolica molto presto). Le nostre attività apostoliche sono in “fase di infanzia” ma siamo sulla buona strada.
Durante un rientro in Italia per il rinnovo del visto, Padre Eugenio Beni presentava al Padre Generale la disponibilità di una Casa Salesiana a Cochin ad accogliere un chierico per un’esperienza di servizio ai ragazzi poveri. Come si dice nel libro del profeta Isaia: "Chi manderò? Chi andrà per me? Allora ho detto Mandami”.
Tra le 5 opere salesiane presenti in quel distretto, io sono destinato a Bosco Nilayam, Nilayam significa casa. Ci sono 30 giovani che mi aspettano. Io sono sempre disponibile per questi ragazzi come un buon amico. Non è facile creare una buona amicizia con loro, perché quasi tutti sono orfani. Hanno un carattere difficile e chiuso. Non sono facili da gestire. Ma credo che l’amore possa cambiarli, hanno bisogno di qualcuno che li ami, che si prenda cura di loro. Una buona amicizia è ciò che noi Giuseppini abbiamo da offrire e che ci rende Giuseppini. Questa è la nostra identità. Questo è il nostro sigillo e zelo.
Abhilash
In questi giorni d’inizio anno viene spontaneo il riguardare il percorso fatto, quanto il tentare di intravedere quello che ci sta davanti... Quante volte mi sono trovata a fare questa sorta di bilanci nella mia vita... e dal mio punto di osservazione quante volte ho pensato che questa mia vita mi avrebbe riservato bilanci da sopravvivenza grigia... Seppure, a ben pensarci, qualcosa che discordava con le mie previsioni riduttive, qua e là, c’era...
Qualcosa o meglio... qualcuno, che, con i pochi e poveri,a mio avviso, elementi della mia realtà dava risultati impensabili. Qualcosa mi sfuggiva ...cosa? Come chiamarti "il Caso"? Certe sfumature che rivelano una presenza mi sembrano inesprimibili se non banalizzandole e va bene che appartengano solo all’intimità del cuore... e lascio che restino lì... Quello che so dire e che ogni volta mi stupisco di come dalla mia realtà, fatta di pochi semplici elementi tu sai trarre tanto...
Un po’ come il pane... pochi semplici ingredienti ed è incredibile quanta varietà ne può venire... forse l’aggiunta sostanziale è la fantasia di un innamorato. Così ti avverto mentre prepari il mio pane quotidiano... Pane che nutre tutta la mia vita, ne alimenta la fiducia, la fa più autentica, essenziale, profonda... ne fa pane fragrante...
E mi alimento e come un bimbo imparo parole d’amore. I miei giorni nelle mie sole mani... poca cosa...
I miei giorni nella Tue prima che nelle mie mani....GRANDI COSE!!!