“Essere fedeli al carisma, riconoscendo i giovani poveri e abbandonati come profeti e facendo del nostro apostolato tra loro una profezia”.
Sono stato invitato a presentare una riflessione che spieghi e approfondisce la prima delle nove linee di azione scaturite dal Forum di Londrina svolto in Brasile nel 2009.
Noi parliamo di “fedeltà al nostro carisma”.E questo significa qualcosa di specifico.Il carisma è il dono che abbiamo ricevuto, per grazia, da Dio attraverso la santità di San Leonardo Murialdo come un’eredità preziosa. Chi appartiene per vocazione alla Famiglia del Murialdo sa di aver ricevuto questo dono e di doverlo vivere e testimoniare con il sì della sua vita: una vita che cerchi di esprimere la stessa passione per l’educazione cristiana dei giovani, specialmente i più poveri, che il Murialdo ha vissuto.
I tempi sono cambiati ma la condizione di povertà, di abbandono, di sfruttamento dei ragazzi e dei giovani è un dramma che anche oggi attraversa il mondo. Fedeltà creativa significa che si cercano e s’inventano risposte nuove, adeguate ai bisogni di oggi, ma non cambia l’oggetto della passione educativa, per la quale ci sentiamo eredi del Murialdo e del suo carisma, né l’attenzione privilegiata che egli ebbe. “Poveri ed abbandonati: ecco i nostri”. Come educatori con lo spirito del Murialdo siamo coloro che si prendono cura con amore delle rondini più fragili, creature che sono soltanto ossa e vento, per aiutarle a riprendere il loro volo. Così in ogni parte del mondo. Il volto del Murialdo è apparso in controluce nelle nostre storie e nei nostri racconti, soprattutto nella sua caratteristica di amico, fratello e padre: questa eredità “relazionale” è parsa a tutti uno dei principali sentieri su cui ancora camminare, e, comunque, da sempre, una specie di segnale di riconoscimento per i nostri ambienti educativi: lo spirito di famiglia.
“L’educatore ha cura di ciò che vi è di più prezioso nella società: i giovani e di ciò che di più prezioso c’è nei giovani: il cuore”. [cfr. Scritti, IV, pag 326, anno 1880] (Circ. n.9).
Nel Forum di Londrina siamo andati, per così dire, al cuore del carisma: “Poveri ed abbandonati, ecco i nostri. E quanto più sono poveri ed abbandonati, tanto più sono nostri”. Più importante per noi è capire ed approfondire come i giovani poveri ed abbandonati sono i “nostri” profeti, ci parlano di Dio, ci rivelano il suo volto. Del resto è questa l’intuizione di fondo del “sogno” capitolare dei Giuseppini nel 2006: “Con lo sguardo rivolto a Gesù e ai giovani poveri…”. Ecco la profezia dei giovani poveri ed abbandonati per noi: sono il volto di Dio e riflettono i nostro volto. Il nostro apostolato con loro, poi, chiede di essere una profezia, di parlare al mondo di Dio, di questo rovesciamento dei rapporti, di farsi anche azione politica.
Buon cammino a tutti i fratelli e le sorelle della Famiglia del Murialdo: incontriamoci con gioia nel servizio degli ultimi!
d. Mario Aldegani
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