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San Giuseppe


SIMPOSIO INTERNAZIONALE SU SAN GIUSEPPE

Ogni quattro anni – ormai è un appuntamento sempre più consolidato – si tiene il Simposio Internazionale su san Giuseppe. Cominciando dal 1970 a Roma, si è giunti alla decima edizione. Il precedente si è svolto in Germania a Kevelaer, il prossimo si terrà nel 2013 in Messico a Guadalajara. Analogamente ai congressi mariologici, ci sono dunque anche quelli di Josefologia. Quest’anno è stato realizzato a Kalisz in Polonia dal 27 settembre al 4 ottobre 2009. Nella cornice di una città polacca tra le più antiche, presso il santuario di san Giuseppe più noto in quella nazione, accolto presso il seminario diocesano, si è aperto il congresso con una solenne celebrazione e l’inaugurazione del nuovo centro “jozefologiczne” davanti al quale è stata collocata un’imponente statua del nostro santo. Condotto da tale centro e promosso dai vari centri studi giuseppini nel mondo, relatori ed esperti sono arrivati da Italia, Spagna, Francia, Germania, Polonia, Messico, Stati Uniti, Cile, Salvador, Angola, India…

Un consistente spazio è stato dedicato ogni giorno alla preghiera e alle concelebrazioni eucaristiche in santuario, presiedute da vari vescovi. Si è creata un’atmosfera straordinaria di solennità, devozione e raccoglimento. Indovinato l’affidamento quotidiano davanti al venerato quadro di san Giuseppe e della Santa Famiglia. In due serate si sono esibiti due concerti; l’inno composto per l’occasione ha accompagnato i lavori con la sua dolce musica ed il ritornello: “anche a noi basta una parola nel sogno, anche a noi un angelo il cuore risveglia, solo restaci accanto, Giuseppe santo, dopo Maria il più umile degli uomini”.

Guidato da p. Andrea Laton, il simposio si è svolto in due sessioni scientifiche giornaliere, con un’intensa carrellata di una sessantina di relazioni nelle varie lingue, di cui alcune in traduzione simultanea. Relazione di apertura è stata quella del noto studioso giuseppino p. Tarcisio Stramare “a vent’anni dalla Redemptoris Custos”, esortazione apostolica che rimane pietra miliare della josefologia. Il tema generale del Simposio riprende infatti il titolo dell’ultimo capitolo di questa lettera pontificia: San Giuseppe “patrono della Chiesa del nostro tempo”. S. E. Zygmunt Zymoswski dal Vaticano è intervenuto su san Giuseppe “negli scritti e nella vita di Benedetto XVI”. Sono state veramente molte le relazioni proposte… Anche il nostro Centro Studi dei Giuseppini del Murialdo è stato presente con le relazioni del direttore p. Angelo Catapano (“san Giuseppe nelle rappresentazioni cine-televisive del nostro tempo”), p. Pedro Olea (“evangelio morisco de Bernabé”), Luis Fernandez (nel dibattito esegetico), Stefania Colafranceschi (“patrocinio, intercessione e gloria, attraverso l’iconografia devozionale in Italia”), Salvatore Fischetti (“di madre in figlia: aspetti della ritualità devozionale nella Puglia meridionale”); p. Gianfranco Verri ha inviato il suo contributo (“il patrocinio di san Giuseppe negli scritti del Servo di Dio don Eugenio Reffo”).

Il pellegrinaggio al santuario mariano di Lichen, imponente ed elegante, e l’escursione al termine del congresso, con tappe a Czestochowa (Madonna di Jasna Gora), Auschwitz (campo di concentramento), Wadowice (terra natale di Karol Wojtyla), Cracovia (santuario carmelitano di san Giuseppe e nuovo santuario della Divina Misericordia) e Varsavia, hanno coronato il congresso.

Nel messaggio finale del Simposio si è lanciato l’impegno di chiedere alle conferenze episcopali nazionali che introducano in tutte le preghiere eucaristiche il nome di san Giuseppe, aggiungendo dopo Maria la dizione “con san Giuseppe suo sposo”, secondo quanto stabilito a suo tempo da Giovanni XXIII. Onorarlo nella Messa ed invocare la sua intercessione, da parte dei fedeli, è il minimo che si può fare per non dimenticare il Custode del Redentore e riconoscere anche oggi - ogni giorno e in tutto il mondo - che san Giuseppe è “patrono della Chiesa del nostro tempo”. Sappiamo bene che davanti alle sfide odierne è quanto mai opportuno e di celeste protezione. Dovrebbe essere doveroso per ogni giuseppino già ora per la nostra congregazione che si intitola dal suo nome. Ne sarebbe felice anche il fondatore, san Leonardo Murialdo, che ci invita espressamente: “ci benedica il caro e venerato san Giuseppe, in cui dopo Dio e Maria noi mettiamo ogni nostra speranza”.

Angelo Catapan



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