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"Anniversari" - Padre Luigi Pittarello a Viterbo


Liana Calore di Viterbo ha conosciuto personalmente p. Gino Pittarello e, in occasione del decimo anniversario della sua nascita in cielo, lo ha voluto ricordare con questa bella testimonianza offerta ai nostri lettori.

Nella storia della Congregazione Giuseppina emergono personalità di spicco che, pur non elevate agli onori degli altari, sono oggetto di profonda riverenza ed affetto da coloro che li conobbero. Tra questi si colloca certamente p. Gino Pittarello.

Era nato a Vicenza nel 1919 da famiglia di modeste condizioni economiche e,come spesso avviene in questi casi, raggiunse una precoce maturità, che gli consentì, in età ancora infantile, di studiare, di badare al fratellino Vittorio, più giovane di 7 anni, ed aiutare la madre nel suo lavoro, portandogli le ceste della biancheria da lavare fino al torrente Rustichello dove lei attendeva al suo lavoro senza interruzioni. E d’inverno si affondava nella neve fino alle ginocchia. Aveva cominciato gli studi al patronato Leone XIII di Vicenza, gestito dai padri Giuseppini e organizzato a suo tempo da p. Reffo, che potremo ritenere il braccio destro di S. Leonardo Murialdo, Fondatore della Pia Società di san Giuseppe di Torino.

Terminate le elementari, per la sua propensione vocazionale, fu avviato alla scuola di formazione apostolica di Montecchio Maggiore e poi al noviziato di Vigone, al termine del quale fece la professione dei voti. Proseguì gli studi magistrali a Ponte di Piave, e vi fece anche il tirocinio, insegnando a chierici, che, fino all’anno prima, erano stati suoi compagni di giochi. Direttore della casa era allora p. Vincenzo Minciacchi, che ebbe modo di valutare le doti del giovane Gino, tra i primi nel profitto, nella diligenza, nella condotta e cominciò a stimarlo; degno di nota è il legame di rispettosa amicizia che si stabilì tra i due e nel tempo li portò a collaborare più volte con profonda intesa.

Nel 1940 Gino, conclusi gli studi, professò i voti perpetui e giunse a Viterbo, per avviarsi al sacerdozio con il corso di teologia. A quel tempo era Superiore Generale della Congregazione p. Luigi Casaril, figura di rilievo nella storia della famiglia Giuseppina. I chierici studiavano al Seminario Regionale a 2 km da Viterbo, in località La Quercia, ed abitavano in un edificio poco lontano, affittato dalla Diocesi e chiamato scherzosamente “la bicocca”. Il giovane Gino emerse immediatamente per la sua preparazione culturale e, a detta di un suo compagno di studi, p. Eugenio Vencato, spesso, con le sue domande, metteva in difficoltà gli stessi insegnanti. Il superiore generale P. Casaril perseguiva il sogno di p. Reffo, di istituire uno Scolasticato con insegnanti della Congregazione e quindi favoriva nei giovani più dotati il proseguimento degli studi universitari. Nel 1943, sorte difficoltà di diverso genere, p. Casaril trasferì ì teologi a Roma nell’Opera Pio X, da cui potevano raggiungere l’Università Lateranense, dove era situato il Seminario Maggiore. Qui don Gino concluse gli studi nel 1944 e, nello stesso anno, fu ordinato sacerdote proprio a san Giovanni in Laterano.

Celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dell’Immacolata, Patrona della Provincia Romana, gestita dai Giuseppini dell’Opera Pio X. Nessuno dei suoi familiari era presente. Il padre era morto un anno prima e la madre e il fratello Vittorio erano a Vicenza, impossibilitati a raggiungerlo a causa della vicinanza a Roma del fronte bellico.

Fino al 1947 Don Gino restò a Roma, iscritto alla Pontificia Università Gregoriana per gli studi storici e raggiunse la licenza in Storia del Cristianesimo summa cum laude. Tornato a Viterbo vi trovò come direttore p. Vincenzo Minciacchi, suo Superiore di Ponte di Piave, che immediatamente lo mise ad insegnare e, contando sulla sua profonda e vasta cultura, gli affidò diverse discipline. Dall’anno scolastico1947/48 al 1952 insegnò Storia, Sacra Scrittura, Greco Biblico, Patrologia. Con tutto ciò continuava gli studi alla Gregoriana per acquisire il dottorato ma all’improvviso abbandonò, forse per i disagi del viaggio o problemi di residenza a Roma.

Nel 1952 lasciò l’insegnamento di Greco e di Sacra Scrittura a p. Danieli, assumendo quello di Ascetica. Nell’anno scolastico 1956/57 p. Gino aggiunse alla sua docenza anche Liturgia, divisa con p. Rosso e l’anno dopo Etica. Per giunta, nell’anno scolastico 1953/54, si era prestato a svolgere un semestre a Ponte di Piave per supplire l’insegnante di Latino, assente per motivi di salute.

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Liana Calore

Nella foto: anno scolastico 1940/41.

Don Gino è il secondo in piedi da destra nel primo anno del suo arrivo a Viterbo.



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