"Anno Sacerdotale" - In dialogo con Padre Luigi Pierini
Padre Luigi, dopo una lunga esperienza alla guida della Congregazione ora ti trovi a Foggia, tornato “soldato semplice”. La tua vita è sempre stata piena di cambiamenti, di viaggi, di incontri… Cosa provi?
Sono passati già più di tre anni dal XXI Capitolo Generale. Li ho trascorsi in Messico nella comunità di formazione a Tlalpan DF con un gruppo internazionale di aspiranti e giovani professi giuseppini. Certo non è stato facile riprendere un ritmo di vita comunitaria stabile e di rapporti diretti e ravvicinati con i giovani postulanti e professi. È stata comunque una bella esperienza che mi mancava. Essere soldato semplice poi…, mah! Piuttosto vorrei sentirmi ancora capace di servire, meno pigramente di quanto l’età e qualche acciacco mi stanno quasi imponendo.
Si dice talvolta che non sempre sei stato considerato come il giuseppino modello che ci immaginiamo. Cosa combinavi?
Era ancora il tempo del pre-concilio e io lo vivevo intorno ai miei vent’anni. Ero entrato in teologia all’Istituto San Pietro di Viterbo nel 1953 proveniendo dall’orfanotrofio Divina Provvidenza, distante un centinaio di metri. Lì avevo vissuto tre anni tra gli orfani di guerra, amandoli come fratelli, lavorando, pregando e crescendo con loro e per loro! Non riuscii a considerare quella mia famiglia, come se fosse divenuta di colpo distante kilometri. Ci andavo quando potevo, senza dare agli impegni dell’orario e della comunità di formazione la precedenza richiesta. Questo mi fece prendere un comportamento alquanto critico per quei tempi, al punto che i superiori ebbero buoni motivi per farmi interrompere gli studi, e regalarmi un altro anno di magistero… in Piemonte, questa volta davvero distante!... Poi tutto si aggiustò con buona pace, recupero e stima, fraternamente.
Cosa ricordi con maggiore affetto della tua esperienza di superiore generale?
Nei 24 anni di Consiglio Generale l’impronta più evidente è venuta dai viaggi e dagli incontri, che mi hanno subito immerso nelle varie problematiche e culture, trasformandomi per la grazia di Dio. Ma il regalo più grande, specie nell’esperienza dei 12 anni di superiore generale, è stato poter conoscere personalmente tutti, proprio “tutti” i confratelli, ascoltarli, manifestare loro l’interesse e l’amore della congregazione, condividerne le speranze e anche le delusioni. Ho conosciuto tanto spirito di sacrificio e tanta passione apostolica, tante persone innamorate del nostro carisma. La congregazione l’ho vista viva più che mai! L’ho amata più di me stesso, sostenuto da tanti fratelli e sorelle che mi hanno arricchito come mai avrei potuto immaginare prima e senza di loro.
Ma senz’altro le difficoltà saranno state tante…
Non contano più le difficoltà incontrate, sempre poca cosa rispetto all’azione del Signore, che ci tiene a bada, nell’umiltà. Più che di difficoltà parliamo di sofferenza. Infatti, anche quando è difficile discernere il volere di Dio e accettarlo, come nei casi di abbandono improvviso da parte di fratelli che ci lasciano, le difficoltà e i disagi che ne derivano non giustificano giudizi estremi o più o meno celate condanne. Il Signore soltanto conosce il cuore di ciascuno e resta disponibile a restaurare il suo progetto.
Hai comunicato spesso il tuo pensiero, anche tramite i documenti ufficiali della congregazione, ma se dovessi sintetizzare per i giovani quello che hai imparato nella tua vita di sacerdote Giuseppino, cosa diresti?
Giovani! Siate grati a Dio per il dono della vita, siate felici per la sete di verità e giustizia che avete nella mente, sentitevi forti nel cammino che vi apre all’incontro dei fratelli più deboli. Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita, bussa al vostro cuore e aspetta il vostro “Sì” ? Lui conosce a fondo i vostri desideri, ha pronta una missione per ciascuno di voi: andate! Conosce la vocazione vera preparata per voi dall’eternità: la famiglia? la chiesa? la nostra congregazione forse? l’educazione e l’accoglienza degli ultimi? …In ogni caso, incontrate Lui, andate per le strade del mondo a stare e camminare con Lui!