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"Grandangolo" - Astri e indovini



In un recente saggio Umberto Eco, occupandosi di oroscopi e carte, sostiene che il problema della magia non riguarda tanto i bambini affascinati da Harry Potter quanto gli adulti, e che sovente giornali e trasmissioni televisive inducono a consultare i lettori di fondi di caffè, i taroccatori di tarocchi, gli indovini, i guaritori, i manipolatori di tavolini… È tutto quell’armamentario che anche i programmi di capodanno ci hanno riservato nei giorni di festa. Sembra che nella notte che segna il passaggio al nuovo anno si debba parlare solo di oroscopi. Erano presenti dappertutto, ne hanno discettato ospiti e pubblico, con dovizia di particolari.

L’arte di predire il futuro è sempre esistita. Gli uomini, infatti, se affievoliscono la dimensione spirituale, sentono il bisogno di interrogarsi su ciò che accadrà, dato che hanno paura dell’imprevisto e del caso, due modalità che ci mettono sempre in difficoltà in quanto rappresentano ciò che è sconosciuto e che ci sfugge. L’epoca in cui viviamo è anche dominata da un certo disincanto del mondo e dalla fine delle grandi narrazioni ideologiche. E in assenza di una passione civile, privi di un ancoraggio religioso, la paura di ciò che ci attende si combina con l’ossessione del futuro immediato. Ecco allora che gli oroscopi si presentano a molti come una possibilità di gestire il domani a buon mercato. Così in un mondo dove gli individui lottano contro la solitudine e fanno i conti con fallimenti affettivi, l’oroscopo procura l’illusione di dominare la propria esistenza. Anche perché di solito essi sono redatti in maniera molto astuta. Sono vaghi e spesso incoraggianti, non annunciano mai disgrazie precise, alternando le promesse e gli avvertimenti, facendo appello al sempiterno buon senso. Di conseguenza ognuno può leggervi e trovarvi ciò che cerca.

Non basta sorridere sul fenomeno perché molte persone trascorrono le proprie giornate sulle carte, investono somme di denaro e risorse spesso strabilianti, si indebitano con banche e strozzini, logorano rapporti di lavoro e vincoli famigliari. La convinzione che gli astri abbiano un’influenza sulla loro vita favorisce un processo di isolamento, di privatizzazione del senso della vita. Si cerca una risposta privata ai grandi interrogativi sul proprio destino, mentre la solitudine si incunea sul disagio dei singoli. Non a caso molti si stanno chiedendo se occorra maggiore severità verso chi si approfitta dei creduloni. Gli scienziati, poi, sono i primi a mettere in guardia su questi fenomeni. Scriveva un celebre fisico, Umberto Colombo: “Uno scenario scientifico non è una previsione: è una rappresentazione di un futuro possibile. Ci aiuta a ragionare. A immaginare, a porci per tempo i problemi: Quello che succederà, dopo tutto, dipende in buona parte da noi”.

Giuseppe Novero
Direttore di Vita Giuseppina



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