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Nella Casa del Padre


PADRE GIUSEPPE CAPOVILLA

Padre Giuseppe Capovilla è nato a Pontecasale di Candiana (Padova) il 1° gennaio 1923. Ancora fanciullo, la sua famiglia si trasferì a Torino, nella zona di Lucento. Conobbe i giuseppini a Rivoli, dove frequentò le scuole medie inferiori e il 19 marzo 1938 divenne postulante, avendo chiesto di entrare nella Congregazione di San Giuseppe.

Alla fine del noviziato a Vigone fece la sua prima professione il 29 agosto 1939.

Dopo gli studi superiori in parte a Sommariva del Bosco (CN) e in parte a Ponte di Piave (TV), fece nella scuola apostolica di Santo Stefano Belbo il periodo di tirocinio (1942-1945), svolto come insegnante e assistente. A Santo Stefano Belbo il 18 luglio 1944 fece la sua professione perpetua. A Viterbo, presso l’Istituto San Pietro, terminò la sua preparazione al sacerdozio con gli studi di teologia; nella stessa città fu ordinato sacerdote il 12 marzo 1949.

Nei primi anni di sacerdozio fu insegnante nella scuola apostolica di Pocapaglia e poi a Torino-Artigianelli, frequentando anche l’università degli studi di Torino per conseguire la laurea in Lettere. Dal 1953 al 1956 insegnò lettere nello scolasticato di Ponte di Piave. Quindi, sempre come insegnante di lettere, fu in diverse comunità (Rivoli, Pinerolo, Cascine Vica, Torino-Salute), prima di arrivare a Rivoli nel 1965 e rimanervi fino al 1982. Da questa data in poi p. Giuseppe è stato nella comunità del Collegio Artigianelli, insegnando ancora per vari anni, fino a che la salute glielo consentì.

P. Giuseppe era contento di partecipare ai momenti celebrativi della comunità e della congregazione, e ogni volta chiedeva il permesso di recitare una sua poesia, adatta alla ricorrenza. L’applauso di tutti lo gratificava e diventava per lui un impegno per la prossima occasione. La scuola è stata per tanti anni la sua principale occupazione ed anche la sua “carta di identità”; soprattutto in classe sentiva di realizzare al meglio il suo essere educatore giuseppino.

Nei primi giorni di dicembre 2011, aggravandosi la sua situazione, viene ricoverato presso la struttura di accoglienza delle Suore di San Gaetano in Pancalieri, per curarlo meglio, in attesa di un possibile recupero. Purtroppo la situazione si è subito presentata grave e in continuo peggioramento. P. Giuseppe è morto il 19 dicembre 2011 alle ore 23.45. I funerali sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara, a pochi passi dal Collegio Artigianelli, nella chiesa, in cui per tanti anni ha prestato il suo servizio di ministro dell’Eucarestia. La salma è stata sepolta nella cappella di Congregazione al cimitero monumentale di Torino.

 

Fr.SALVATORE MOTZO

 

Fratel Salvatore Motzo, missionario giuseppino, era nato ad Ozieri (Sassari) in Sardegna, il 25 luglio 1917.

Dopo il postulato vissuto a Rivoli, era entrato in noviziato il 28 agosto 1935 ed aveva professato per la prima volta il 29 agosto 1936. Il 3 gennaio 1939 tocca la Terra Ecuatoriana: subito Archidona, quindi Tena, dove arriva il 21 settembre 1941. Dal 1946 Archidona diventa la sua sede fissa: responsabile delle aziende agricole e, dal 1996, economo.

Ultimamente il suo stato di salute si era particolarmente aggravato e all’alba del 29 dicembre ha terminato la sua vita terrena.

I Superiori si accorsero presto della sua capacità di assumersi responsabilità, della sua solida formazione e della sua intelligenza brillante e lo hanno incaricato delle aziende agricole, che furono una preziosa risorsa a sostegno della Missione Giuseppina nella regione del Napo (Ecuador): è grazie al suo lavoro che giungevano i prodotti alimentari ai diversi Centri Missionari.

Era sempre circondato dalle persone e, da parte sua, egli si metteva al servizio di tutti con amabilità ed attenzione, secondo lo stile del nostro Fondatore, San Leonardo Murialdo, tanto che in ogni parte si guadagnava l’apprezzamento e la riconoscenza di tutti ed infondeva nel loro animo il desiderio di servire il Signore e di seguirlo nel posto che il Signore aveva pensato per lui.

Dal momento della consacrazione religiosa la vita di fr.Salvatore Motzo è stata dedicata al servizio dei poveri e di coloro che avevano bisogno di una buona parola e di tutta la sua bontà. Ha lasciato l’impronta indelebile del suo passo attraverso i diversi centri missionari.

Ora che fr. Salvatore è tornato alla Casa del Padre, gli chiediamo di pregare per noi e di ottenere numerose vocazioni alla vita religiosa e sacerdotale, che riempiano il vuoto che egli ha lasciato.

 

PADRE TONINO LORENZO BORRI

 

P. Tonino Lorenzo Borri della comunità di Modena è morto il 1 gennaio 2012, verso le ore 17:00, nella Casa del Clero di Cognento (MO), a 96 anni compiuti. Era il più anziano della Congregazione.

Era nato a Rocchetta di Quiglia (MO) il 3 novembre 1915.

Dopo il periodo di postulato, nella comunità di Modena è entrato nel noviziato della Congregazione nel 1933, professando, per la prima volta, il 27 agosto 1934 e, in perpetuo il 25 settembre 1940.

Ha compiuto gli studi superiori a Ponte di Piave dal 1934 al 1936, ha vissuto il periodo di magistero all’Istituto Turazza di Treviso, da 1936 al 1940; ha frequentato gli studi teologici presso il Seminario Diocesano di Treviso ed è stato, quindi, ordinato sacerdote a Vedelago (TV) il 25 giugno 1944.

Dopo l’ordinazione continuò il suo servizio presso il Turazza, come insegnante ed assistente fino al 1948.

Fu quindi direttore all’Istituto Camerini Rossi di Padova dal 1948 al 1952, per due anni direttore a maestro allo Scolasticato di Ponte di Piave, quindi ancora insegnante al Turazza.

Dal 1956 offrì il suo insegnamento nella scuola dell’Istituto Sacro Cuore di Modena fino al 1961, quindi ad Enego ed a Montecchio Maggiore per un anno.

Dal 1963 al 1985 fu a Roma, nella Parrocchia San Tito, impegnato nel ministero e come insegnante di religione; ancora un anno nella scuola di Modena e quindi dal 1986 si è inserito nella comunità dell’OratorioSan Paolo di Roma, impegnato nella segreteria del CFP.

Dal marzo del 2009, quando ormai malfermo di salute era passato alla comunità di Modena e, da qui, aggravandosi la sua situazione, nella Casa del Clero della diocesi.

Il funerale viene celebrato il 3 gennaio a Modena, nella nostra parrocchia di Sant’Antonio alla Cittadella.

 

Padre ALDO PACINI

P. Aldo è ritornato alla casa del Padre mercoledì 11 gennaio 2012 nella Casa Santa Chiara di Padova, dove era stato ricoverato due giorni prima, dato che la malattia era giunta ormai allo stadio terminale.

Aveva da pochi mesi compiuto 70 anni. Era membro del consiglio generale della nostra congregazione, con il compito di economo.

Il male, che così rapidamente lo ha portato alla morte, si era manifestato già nel febbraio del 2010.

Il suo ultimo anno è stato un susseguirsi di viaggi da Roma a Padova per sottoporsi ai trattamenti chemioterapici e da Padova a Roma per far fronte agli impegni del suo servizio di economo; sempre fiducioso, sempre deciso a “non mollare”… fino alla fine, quando ormai non ha più avuto le forze per ritornare in Casa Generalizia.

Padre Aldo era nato a Lucchio di Bagni di Lucca il 14 settembre 1941.

Entrato nel nostro seminario a Pocapaglia, dove ha frequentato le scuole medie, è passato poi a Valbrembo per i due anni di ginnasio e la tappa del postulato.

Conclusa l’esperienza di noviziato a Vigone, il 29 settembre 1959 ha emesso la professione religiosa. Tre anni di studi magistrali a Ponte di Piave, quindi il magistero a Sommariva Bosco, dove in quell’anno iniziava la nuova Scuola Apostolica; dal 1965 filosofia e teologia a Viterbo, Istituto San Pietro, dove, il 3 novembre 1965, ha emesso la professione perpetua.

Il 28 giugno 1970 fu consacrato sacerdote nella nostra parrocchia Corpus Domini di Montecatini.

Primo campo del suo ministero sacerdotale fu l’opera di Pinerolo, nel duplice impegno della scuola e dell’animazione giovanile nella parrocchia, fino al 1977; un anno di passaggio nell’Oratorio San Martino della Parrocchia della Salute, quindi fu destinato a Valbrembo, prima come insegnante e poi, dal 1979 al 1982, come direttore. Passò un anno nell’Istituto Santa Lucia di Bergamo e poi fu di nuovo in Piemonte: direttore della Scuola Apostolica di Sommariva dal 1983 al 1988 e quindi del CFP di Nichelino, fino al 1994, poi al Collegio Artigianelli di Torino, con il compito di economo.

Nel frattempo, nel 1988, era stato eletto consigliere provinciale della Provincia Piemontese, nel 1994 vicario e nel 1997 economo provinciale. Nel 2003 p. Aldo viene chiamato a Roma e nominato economo generale per continuare il servizio di p. Agostino Manfredini. Nel 2006, al Capitolo Generale XXI di Fazenda Souza (Brasile), viene riconfermato nell’incarico.

Nell’ultimo anno della sua vita, percorrendo con fortezza e con dignità la strada della sua malattia e salendo con fede il suo calvario, don Aldo ha rivelato a chi ha potuto stargli più vicino la sua anima più segreta e più ricca, quella che il suo temperamento battagliero, e tutto sommato riservato e solitario, non gli consentiva di manifestare facilmente, e soprattutto ha temprato la sua profonda fede, battagliera anche quella, come di chi anche a Dio vuol chiedere ragioni convincenti.

Così don Aldo ha vissuto fino alla fine anche la sua malattia: come una battaglia, combattuta con tutte le sue energie e su tutti i fronti, continuando a dire a noi che gli stavamo intorno e sapevamo che il destino era segnato, che ce l’avrebbe fatta; continuando a sostenere con incredibile forza di volontà il suo impegno nell’ufficio di economo, anche dopo che aveva chiesto, sin dall’inizio della malattia, di non partecipare più alle sedute e al lavoro del consiglio; lottando insomma fino all’ultimo, ma, alla fine, abbandonandosi pienamente a Dio, con la fede che fu la sua forza.

Nella sua responsabilità di consigliere ed economo abbiamo conosciuto il suo impegno, la sua volontà di partecipare, capire e darsi sempre una spiegazione ragionevole e convincente; abbiamo avuto l’occasione di condividere momenti belli e difficili, di solidarietà e anche di discussione; soprattutto abbiamo avuto occasione di apprezzare il suo spirito di fede e di preghiera, la sua spiritualità, amante del silenzio e della solitudine, la sua tenera e profonda devozione alla Madonna.

La Congregazione tutta gli esprime profonda riconoscenza per il suo servizio, reso con disponibilità e anche con spirito di sacrificio e per l’amore alla nostra famiglia religiosa vissuto e testimoniato fino all’ultimo.

Don Aldo era una persona schiva ed essenziale, non amante delle troppe parole né delle cerimonie. Sono certo che non vorrebbe particolari elogi nel suo necrologio. Dalla sua storia e dalla sua testimonianza possiamo però raccogliere due speciali ricordi, da conservare come insegnamento ed esempio.

Il primo lo possiamo trarre dal Vangelo che abbiamo scelto per la celebrazione eucaristica del suo funerale.

C’è Gesù sulla croce: ai suoi piedi Maria e Giovanni, che diventano, in quell’ultimo atto di amore di Gesù, Madre e Figlio l’una all’altro.

Sono certo che don Aldo ha tessuto la sua fede ogni giorno facendola crescere a questa scuola del Calvario: se non c’è un senso anche per la croce, diventa difficile dare un senso alla nostra vita. Lo predichiamo tante volte; poi un giorno questa diventa la parola della nostra vita e la nostra strada in salita.

Allora Gesù quella strada ce la rende tanto lunga o tanto breve quanto basta, perché capiamo fino in fondo che è la strada più buona per noi, e quanto basta per capire veramente che la Madre, che fu accanto alla sua croce, è lì con la sua presenza forte e materna a sostenerci anche nella nostra croce e a darci la forza necessaria per credere che è lì, a pochi passi, il sepolcro della risurrezione. Don Aldo ci credeva davvero. “Arrivederci in Paradiso” sono le parole del suo ultimo saluto a chi gli stava vicino.

Il secondo ricordo è il suo amore alla montagna e alle ascensioni.

Lo abbiamo sepolto nel cimitero di Sommariva Bosco, dove, nelle giornate terse e luminose, si vedono tutto intorno come una cornice le Alpi Piemontesi, con al centro il Monviso, che don Aldo ha scalato tante volte.

Salire verso l’alto era per don Aldo una passione anche spirituale, che esprimeva la sua voglia di verità di infinito. Ogni montagna scalata nella sua vita, ogni vetta raggiunta portavano la gioia di una sorriso che si apriva sulla verità di tutto ciò che stava intorno.

Caro don Aldo, ora che sei arrivato in cima alla montagna più alta e hai scalato la vetta più difficile, ti pensiamo sorridente, nella gioia di conoscere finalmente il mistero del tutto e vedere finalmente il volto del Dio che hai cercato, amato e servito per tutta la vita.

Quando ti ho parlato una delle ultime volte, mi hai detto “Ce l’ho fatta tante volte nella vita, ce la farò anche stavolta”. Ora ce l’hai fatta, davvero. Oltre al grazie per tutto quello che hai fatto per la Congregazione, ti siamo riconoscenti per quella lezione di fortezza e di voglia di lottare e di superare le difficoltà che ci hai lasciato.

d. Mario Aldegani,
padre generale

 

LA FAMIGLIA DEL MURIALDO IN CIELO

 

Agostino Forchignone, fratello di p. Gino della comunità di Montecatini, deceduto a Genova, a 48 anni.

Antonio Civale, fratello di fr. Domenico della comunità di Cefalù, deceduto il 15 novembre, a 76 anni.

Elio Solidani, fratello di p. Francesco della comunità di Sigüenza (Spagna), deceduto il 6 novembre, a 89 anni.

Edilia Dondi Testa, mamma di p. Ricardo della comunità di Fazenda Souza (Brasile), deceduta il 5 novembre, a 66 anni.

Giovanna Da Gualdo, sorella di p. Carlo della comunità di S. Giuseppe Vesuviano, deceduta il 29 ottobre, a 77 anni di età.

Pascual Gasanz Garcia, papà di p. Juan José Gasanz Aparicio della comunità di Azuqueca (Spagna), deceduto il 29 ottobre, a 90 anni.

Bettio Albino, papà di suor Lucia della comunità di Montecchio Maggiore, deceduto il 27 ottobre, a 77 anni.

Zaccaria Iorywe Gum, papà di Manasseh Iorywe confratello della Nigeria, deceduto il 24 ottobre, a 69 anni.

 



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