Continuiamo le nostre interviste a coloro che in questi 6 anni hanno ricoperto un ruolo di responsabilità nelle diverse realtà della Congregazione. Il nostro secondo incontro è con padre Mario Parati, primo delegato d’Africa.
Vuol descriverci in breve la sua Provincia?
Beh, devo dire anzitutto che non siamo ancora una vera e propria provincia, ma una “Delegazione”. Che ci volete fare? E’ colpa dell’età, siamo troppo giovani! Ma credo che presto anche l’Africa sarà “elevata di grado”! Effettivamente l’età media dei Giuseppini è bassa: 38 anni. Siamo la realtà più internazionale della Congregazione, con ben 9 nazionalità rappresentate: pensate che c’è una comunità con 4 confratelli di 4 continenti diversi! I Giuseppini sono 58; i seminaristi nelle varie fasi della formazione sono 45. Questi ultimi anni sono stati benedetti da tante celebrazioni, ordinazioni, consacrazioni religiose e penso che lo saranno anche i prossimi (forse anche di più): indubbiamente questi eventi sono stati una spinta forte per tutti, come una potente iniezione di gioia, di speranza e fiducia nel domani. Il carisma del Murialdo dimostra in Africa un’incredibile vitalità e una forza di attrazione sorprendente. Ma, sapendo che è il carisma dei giovani e che questo è il continente più giovane del mondo, c’è poco da meravigliarsi.
I primi Giuseppini sono arrivati nel West Africa nel 1979 ed ora siamo presenti in 3 nazioni con 6 opere, anche se forse presto le nazioni diventeranno 4 con un’altra presenza. Abbiamo 5 centri di formazione professionale, 3 scuole primarie, 3 scuole superiori, 3 parrocchie, moltissime cappelle, case famiglia e poi numeri impressionanti di bambini, ragazzi e giovani nei nostri gruppi e attività, per non parlare degli innumerevoli progetti sociali e caritativi (pozzi e scuole nei villaggi, piccole cooperative di lavoro, attività agricole e produttive, sostegno a bambini, mamme, poveri e malati …).
Ci sarebbe da scrivere un libro… venite a trovarci e capirete qualcosa in più!
Nei quasi sei anni di servizio come superiore provinciale, quali sono state le fatiche e le gioie che ha vissuto e gli insegnamenti che ha ricevuto?
La fatica più grande è stata quella di viaggiare e cambiare spesso luogo e sede, senza potermi radicare in un posto fisso con le stesse persone.
La gioia più grande? La stessa: viaggiare e cambiare paesi, lingue, gente è una ricchezza immensa, che apre la mente e il cuore agli orizzonti più vasti e più belli delle differenze e dei colori dell’internazionalità.
Quando penso alla grettezza di chi vede solo il proprio angolino e poco più in là del suo naso o pensa di essere il centro del mondo, mi viene un po’ di tristezza … Sono stato davvero fortunato in questi 6 anni!
Un ricordo che le resterà indelebile di questi 6 anni?
Uno fra i tantissimi; un ragazzino africano una volta mi chiese: “D. Mariolino, è vero che tu sei un capo?” E io: “No, sono solo un tuo amico!”. E lui: “Meno male! A me piacciono più gli amici che i capi!”
Quali sono le sfide più importanti che la Provincia avrà davanti dopo il Capitolo generale del giugno 2012?
Forse quella della sussistenza economica, ma soprattutto quella del passaggio di responsabilità tra confratelli missionari immigrati e giovani Giuseppini locali.
Ma noi siamo vaccinati alle sfide, le affrontiamo con gioia, ottimismo e fiducia nella Provvidenza.
Un messaggio ai lettori di Vita Giuseppina …
Il Papa ha detto che l’Africa è il continente della speranza e un polmone spirituale dell’umanità! Auguro a tutti i lettori un buon cammino di vita con la gioia e la speranza dell’Africa! Con un grazie infinito a chi ci vuol bene e ci aiuta in vari modi!
A cura della Redazione
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