Mercoledì 7 dicembre 2011 il vescovo di Viterbo mons. Lino Fumagalli ha presieduto la prima concelebrazione della messa nella chiesa di S. Maria delle Farine appena restaurata. Tra i concelebranti era presente il superiore generale p. Mario Aldegani, confratelli dalla casa generalizia, il parroco p. Luigi Carletti, altri confratelli della comunità e don Ugo Falesiedi responsabile diocesano per i beni culturali. È intervenuto il sindaco di Viterbo Giulio Marini, l’architetto Sergio Ferrante, progettista e direttore dei lavori e il responsabile della ditta costruttrice.
All’inizio della messa il vescovo ha benedetto la chiesa e i numerosi parrocchiani presenti ai quali, nell’omelia, ha ricordato che non sono tanto i muri quanto le persone che costituiscono la comunità credente. Le costruzioni sono testimonianza della fede dei nostri antenati e noi dobbiamo conservarle e trasmetterle alle generazioni future insieme alla fede che sta alla loro origine.
E proprio una fede profonda che ha dell’incredibile è stata alla base dei lavori di ampliamento della chiesetta primitiva (risalente al sec. XI). Quando nel sec. XIV si decise di ampliare la chiesa come ringraziamento per la liberazione da una pestilenza, fu aggiunta la navata sinistra che poggiava direttamente sul terreno, senza fondamenta. “Se la Madonna era stata capace di liberare dalla peste – devono aver pensato i costruttori di allora – sarebbe stata in grado anche di sostenere la chiesa dedicata a Lei”, cosa che si è puntualmente verificata per tutti questi anni.
I tempi però sono cambiati (e forse anche la fede…) e così le leggi attuali hanno costretto ad eseguire i lavori di fondazione per garantire la stabilità dell’edificio. Anche il tetto è stato rifatto come pure è stata sostituita la pavimentazione in cemento (del sec. XIX) con quella in cotto, più consona all’antichità della chiesa. Un delicato lavoro di restauro ha interessato l’antico ciborio in peperino, riportato alla forma originale. Il risultato finale dell’insieme ha restituito al culto e al patrimonio artistico di Viterbo un monumento prezioso, caro anche a generazioni di confratelli giuseppini che vi hanno prestato servizio durante gli studi di teologia.
La serata di inaugurazione si è conclusa con un concerto di arpa celtica eseguito dal duo Enrico Euron e Anne-Gaëlle Cuif venuti appositamente da Torino. La seconda parte del concerto si è svolta al termine della messa solenne, celebrata il giorno dell’Immacolata con la partecipazione numerosa dei parrocchiani e animata dal coro dei giovani.
P. Giovanni Boggio
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