La celebrazione è iniziata alle 11.00 con l’accoglienza solenne del vescovo che, secondo tradizione, ha accolto l’offerta del pane e del sale, con cui si è cibato.
Presenti le autorità locali, tra cui il sindaco e il parroco di Popesti, l’architetto e la responsabile dei lavori, alcuni operai, diversi sacerdoti delle parrocchie vicine, un buon numero di religiose, confratelli e giovani della comunità giuseppina di Roman, d. Michele Campanelli da Roma Sud e moltissima gente.
Il vescovo, dopo la preghiera iniziale e la benedizione delle mura perimetrali esterne della cappella, ha bussato tre volte con il pastorale perchè la porta venisse aperta e così si potesse raccogliere nella nuova chiesa la comunità cristiana. Il rito è proseguito con la benedizione interna della chiesa e la consacrazione dell’altare.
All'omelia il vescovo ha illustrato il senso di tale celebrazione, ha proclamato ufficialmente san Leonardo Murialdo titolare della chiesa, e ha ringraziato i giuseppini (specie p. Solideo Poletti, p. Elio Rossetto e p. Marius Martin) per il lavoro fatto.
Solo una parte della gente convenuta ha potuto entrare in chiesa, molti hanno seguito dall’esterno tutta la funzione, ma comune è stata la gioia per questo avvenimento.
Prima della benedizione finale hanno preso la parola p. Elio Rossetto, direttore dell’opera, e p. Tullio Locatelli, superiore della Provincia Italiana, per esprimere il loro ringraziamento a quanti in questi anni in diversi modi hanno collaborato.
Quindi, circa ottanta persone hanno preso parte al pranzo offerto dalla comunità giuseppina. Durante il pranzo i giovani dell’oratorio hanno presentato in modo simpatico e moderno una serie di interviste ad alcuni ragazzi, quasi un “censimento” sui loro gusti e le loro attese.
Nelle intenzioni pastorali la chiesa servirà soprattutto le famiglie che abitano il quartiere in cui è inserita l’opera giuseppina, con una celebrazione eucaristica domenicale, curata dalla comunità.
Con tale costruzione l’opera è da considerarsi realizzata in tutte le sue componenti (oratorio, scuola, biblioteca, centro diurno, casa della comunità, chiesa, cortili, spazio per i piccoli), per un servire da giuseppini soprattutto i ragazzi e i giovani.
p. Tullio Locatelli
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