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"L'Orizzonte" - 2012: oroscopi o benedizioni?


Incontro all’anno nuovo fra paure, previsioni e certezze

Siamo entrati nell’anno nuovo accompagnati da molti sentimenti contrastanti e non poche preoccupazioni.

Siamo soliti farci gli auguri per l’anno nuovo: che le cose vadano bene, in tutto, possibilmente meglio dell’anno appena trascorso.

Le parole sono gentili o convenzionali, ma non fanno dimenticare il senso di incertezza e anche un po’ di smarrimento che ci attanaglia, a causa di un mondo sempre inquieto in qualche sua parte, di popoli in rivolta e ancora in cerca di libertà e di giustizia, dell’inquietudine dei giovani a cui forse è stato rubato il futuro.

Qualcuno cerca nella sfera di cristallo delle previsioni o negli oroscopi qualche orientamento, qualche anticipazione o qualche rassicurazione sul futuro che verrà.

È un modo di esorcizzare la paura, forse: tutti sanno che in quelle previsioni non c’è quasi nessun fondamento, eppure continuano a crederci!

Noi, da credenti, non abbiamo capacità di fare previsioni, non siamo indovini del futuro.

Qualche certezza, però, ce l’abbiamo.

Abbiamo iniziato il nuovo anno ascoltando nella liturgia una Parola semplice e consolante: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.

Non è una previsione, non è un oroscopo riferito a chi è nato in uno o in un altro mese.

È una semplice e grande certezza.

È un augurio che esprime una grande verità: ogni nostro giorno è sotto il segno della “benedizione” di Dio.

Nessuno di noi sa che cosa accadrà nel 2012. Sappiamo, però, che siamo sotto la benedizione di Dio, che la nostra vita è nelle sue mani, che… anche i capelli del nostri capo sono contati!

A partire da queste certezze possiamo guardare all’anno che comincia con fiducia e con speranza.

Per i Giuseppini del Murialdo sarà un anno particolarmente importante: è l’anno del capitolo generale, il XXII, che si terrà a Buenos Aires.

Nel mese di giugno una quarantina di figli del Murialdo si raduneranno per rileggere il senso della loro consacrazione e della loro missione in mezzo ai giovani e, nella fedeltà creativa al carisma che hanno ricevuto in dono, formulare un programma per farsi santi, insieme, in mezzo ai giovani. Guardando al futuro con speranza.

Per noi Giuseppini, quindi, il mese di giugno sarà il momento-clou del 2012. Ci avviciniamo all’evento con grande fiducia, contando sulla luce dello Spirito che ci accompagnerà, ma anche sull’affetto e la preghiera di tanti che ci sono fratelli e sorelle nel nome del Murialdo e ci saranno vicini nell’impegno a “rinnovare la nostra consacrazione di Giuseppini, con i giovani e per i giovani poveri, per avere Vita in Cristo”.

d. Mario Aldegani,
Padre generale


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